With this project, we want to gather data that will help us to build the new catalogue of the IsIAO Photographic Archive, and to foster an informed, thoughtful discussion. Some images may be upsetting to individuals and communities directly or indirectly affected by the events depicted.
Con questo progetto vogliamo raccogliere informazioni utili per creare il nuovo catalogo dell’Archivio Fotografico IsIAO e favorire una riflessione aperta e consapevole. Alcune immagini potrebbero risultare difficili o dolorose per persone o comunità coinvolte, direttamente o indirettamente, negli eventi rappresentati.

Ricerca

I dati prodotti durante lo svolgimento di questo progetto saranno pubblicati su Zooniverse al termine di ogni campagna e saranno accompagnati da un report quantitativo che analizzerà la tipologia, la mole e il flusso dei dati. I dati saranno poi analizzati dal punto di vista qualitativo. Questa seconda analisi avrà come primo obiettivo la separazione del contenuto informativo da quello critico (terminologia, discussioni, punti considerati "critici"). Sarà considerato "contenuto informativo" qualsiasi elemento relativo ad informazioni (luoghi, date, persone, oggetti ecc.) che sia supportato da fonti verificabili. Ciò significa che a chi fornisce il dato viene chiesto di menzionare la fonte dal quale il dato proviene (conoscenza personale o familiare, pubblicazione, narrazione, altre fotografie, ecc.). Si faccia riferimento, a questo riguardo, alla nostra Guida. Al termine del processo sarà pubblicato un report finale che assocerà il dato quantitativo a quello qualitativo e conterrà una presentazione dei temi critici affrontati nelle discussioni aperte e sviluppate dagli utenti. Questi temi saranno ulteriormente approfonditi in workshop e forum aperti all'utenza (online e in presenza) per costituire una piattaforma metodologica condivisa. Il contenuto informativo verificato sarà infine inserito nella piattaforma di catalogazione e pubblicazione di ISMEO.

Il Fondo fotografico della Biblioteca IsIAO nasce dalla fusione delle raccolte fotografiche del Museo coloniale italiano con quelle dell'Istituto coloniale italiano e, attraversando decenni in cui le suddette istituzioni cambiano nome e natura, giunge a far parte del patrimonio dell'IsIAO nel 1995. Esso, conservando una parte rilevante della memoria visiva della storia coloniale italiana, costituisce una testimonianza storica di valore scientifico inestimabile; la sua cura è attualmente affidata all'associazione ISMEO nel contesto del progetto MIUR “Studi e ricerche sulle culture dell'Asia e dell'Africa: tradizione e continuità, rivitalizzazione e divulgazione” (2017-2021) e del progetto MUR “Storia, lingua e culture dei paesi asiatici e africani: ricerca scientifica, promozione e valorizzazione” (2022-2026).

Di seguito viene delineata una cornice progettuale-metodologica nella quale è inserito questo progetto di catalogazione partecipata.

Lo stato del fondo

Le tipologie del materiale conservato nella fototeca sono varie:
• Lastre (negativi e positivi)
• Negativi e diapositive
• Stampe (anche montate su cartone o legno)
• Microfilm

A questi materiali sono talvolta associati materiali di tipo propriamente documentale (relazioni, rapporti) di grande interesse perché strettamente collegati al repertorio di immagini cui si riferiscono.

Le lastre sono raccolte in contenitori di legno o cartone. Talvolta sono numerate e corredate da una descrizione (generalmente uno o due fogli che recano il numero d’ordine della lastra e una breve didascalia, sebbene si siano riscontrati casi in cui le descrizioni e le numerazioni non sono coerenti con i contenuti delle lastre). Raramente negativi e diapositive recano con sé descrizioni che possano situarli nello spazio e nel tempo. Quanto alle stampe sono raccolte in album, faldoni o cassettiere. Spesso è possibile attribuire ad esse una provenienza, dal momento che recano didascalie e timbri sul retro o sono montate su cornici di cartone con intestazioni o fanno parte di album intitolati e datati. Quanto ai faldoni, sono uno dei risultati tangibili del riordino che segue un'organizzazione per area (es. Libia, Somalia, Eritrea) e soggetto (es. agricoltura, architettura civile, archeologia). Fanno eccezione alcune serie fotografiche che hanno mantenuto l’ordinamento originario (es. fiere commerciali, visite ufficiali, collezioni personali).

Nei decenni scorsi i curatori della collezione, in particolare la dott.ssa Silvana Palma, hanno dato luogo a un riordino, consistito nell’associare il più possibile le immagini ad aree geografiche, persone e soggetti. Questo lavoro ha determinato una sistemazione coerente di gran parte del materiale che, tuttavia, è ancora spesso mancante di qualsiasi riferimento descrittivo.

Mezzi di corredo e strumenti per la ricerca

In generale, i mezzi di corredo e in particolare gli strumenti di ricerca della fototeca rappresentano il suo punto debole. Oltre alle didascalie e alle numerazioni sui singoli oggetti, non sempre disponibili, sono presenti alcuni indici e inventari coevi, molto parziali e di difficile datazione, le cui corrispondenze con i materiali conservati non è chiara (le numerazioni presenti in questi elenchi corrispondevano a ordinamenti precedenti ormai andati persi). L’unico lavoro (quasi completo) di descrizione riguarda le sezioni dedicate a Eritrea ed Etiopia (S. Palma, L'Africa nella collezione fotografica dell'IsIAO: il fondo Eritrea-Etiopia, Roma, Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente, 2005): questo catalogo è coerente con il lavoro di riordino suddetto.

L’intervento di ISMEO

A partire dal 2017 l'ISMEO ha promosso interventi di riordino, salvaguardia e valorizzazione del fondo, consistiti nella:
• digitalizzazione della gran parte del materiale riguardante Eritrea-Etiopia (ora consultabile tramite la Biblioteca digitale della BNCR), a suo tempo descritto e catalogato dalla dottoressa Silvana Palma (IsIAO, 2005);
• sistemazione logistica e riordino del fondo con l'obiettivo, nel medio termine, di fornire una descrizione delle sezioni ancora non catalogate (ad es. Libia e Somalia);
• descrizione degli album riguardanti la Libia, grazie alla consulenza del prof. Federico Cresti.
• descrizione della sezione Somalia (materiale miscellaneo e album) dal dottore Lucas Orlando Iannuzzi.

Le priorità

Ad oggi la fototeca non possiede un inventario, un elenco, né tantomeno un catalogo completo di quanto posseduto. Propedeutica a una qualsiasi altra attività tesa alla sua conservazione e valorizzazione - e dunque in cima alla lista delle priorità – è quindi l’esigenza di produrre un censimento definitivo del patrimonio, che descriva almeno in forma sommaria:
• la consistenza del fondo in base alle tipologie dei materiali;
• lo stato di conservazione dei documenti.
Il secondo livello di intervento, anch’esso propedeutico, riguarda la descrizione dei materiali in base a criteri di tipo archivistico.

Questo tipo di descrizione prende in considerazione per prime le unità descrittive generali (fondo, serie, sottoserie) e pone le basi su cui costruire descrizioni sempre più dettagliate (fino a giungere idealmente alla singola unità), fornendo agli operatori e all’utenza un primo ed efficace strumento di orientamento all’interno delle sezioni non ancora catalogate. In questa cornice, e tenendo conto della necessaria continuità metodologica e di risultati attesi con il lavoro di Silvana Palma, i collaboratori ISMEO hanno elaborato un database per la descrizione archivistica degli oggetti, che può essere impiegato in maniera flessibile e secondo le esigenze dettate dalle singole tipologie documentali nel prosieguo delle attività di catalogazione.

Valorizzazione e visibilità della collezione

A valle degli interventi sin qui proposti, si pone l’implementazione di una piattaforma digitale attraverso la quale garantire il reperimento e l’accesso alle copie digitali nonché rendere esplicita la struttura della collezione, valorizzare le relazioni che ne caratterizzano i materiali e rendere disponibili i mezzi di corredo che nel tempo saranno rinvenuti o elaborati ex novo.